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Cosa sono i cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono piccole stringhe di testo che vengono trasmesse da alcuni siti internet al terminale dell'utente (pc, tablet, smartphone, ecc.) per osservare il suo comportamento di navigazione.
Questa tipologia di cookie, monitorando le scelte dell'utente, le sue preferenze, i suoi interessi ovvero le sue abitudini di consumo, consente al suo proprietario di creare un profilo utente da utilizzare, ad esempio, per mostrargli messaggi pubblicitari mirati.

Proprio in virtù del loro utilizzo, questa tipologia di cookie configura un trattamento di dati personali soggetto, come tale, ad una serie di adempimenti privacy per il loro utilizzo in Italia e nell'Unione Europea.
Tali adempimenti, analizzati brevemente nel seguito dell'articolo, devono precedere il trattamento.

Misure di sicurezza

Al fine di prevenire i rischi di distruzione o perdita dei dati, accessi non autorizzati o trattamenti non consentiti, i proprietari dei cookie devono adottare idonee misure di sicurezza da valutare caso per caso.
Le variabili in gioco, infatti, sono molte (durata dei cookie, configurazione del server, algoritmo di cifratura utilizzato, ecc.).

Notifica del trattamento

Rientrando nell'ipotesi prevista dall'art. 37, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (codice privacy), il trattamento dei dati di profilazione effettuato con l'ausilio dei cookie deve essere preventivamente notificato al Garante.

Informativa

Come per ogni trattamento è necessario fornire all'interessato, prima della raccolta, le informazioni previste dall'art. 13 del codice privacy (estremi identificativi del titolare del trattamento, finalità e modalità del trattamento, ecc.).
Dal punto di vista tecnico, però, i cookie vengono impostati sul terminale dell'utente con l'accesso al sito web e, quindi, prima ancora che lo stesso possa essere informato circa il loro utilizzo.
Nell'ottica di contemperare il diritto vigente con le soluzioni tecniche offerte dallo stato dell'arte, il Garante italiano, facendo uso dei poteri previsti dal terzo comma dell'art. 13, così come previsto dall'art. 122, ha adottato il provvedimento n. 229 dell'otto maggio 2014 (pubblicato in G.U. n. 126 del 3 giugno 2014) nel quale ha descritto, come soluzione efficace, quella di articolare le informazioni obbligatorie su due livelli di approfondimento: il primo, contenente un'informativa breve, da mostrare all'utente al primo accesso al sito web; il secondo, accessibile dall'informativa breve e da ogni pagina del sito, contenente una dettagliata descrizione delle informazioni previste dall'art. 13 oltre alle caratteristiche ed alle finalità dei cookie installati da (o tramite) il sito web.

Consenso

Le difficoltà descritte poc'anzi sono ancor più pregnanti con riguardo al consenso. L'art. 122 del codice privacy, infatti, prevede che «l'archiviazione delle informazioni sull'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso».
Nel sistema immaginato dal legislatore, pertanto, l'installazione dei cookie di profilazione dovrebbe avvenire solo dopo aver acquisito il consenso dell'utente.
Sennonché, lo stesso Garante si è reso conto che, allo stato, ciò è difficilmente attuabile. Riprova di ciò la si rinviene in due circostanze: 1) l'inserimento nell'informativa breve dell'indicazione che la prosecuzione della navigazione comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie (una sorta di silenzio-assenzio che regredisce la normativa in materia, dal principio dell'opt-in a quello dell'opt-out); 2) l'assegnazione del termine di un anno per l'adeguamento dei sistemi informatici alle nuove prescrizioni in materia di cookie.

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