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Procura alle liti nel processo civile telematico

Consigli e modello di procura alle liti da utilizzare per il deposito telematico del ricorso per decreto ingiuntivo.

L'art. 83 c.p.c. dispone che «se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale».

Precisazioni preliminari

Prima di esaminare le modalità operative e come cambieranno i nostri atti, appaiono doverose le seguenti precisazioni:
  • La procura alle liti dovrà essere stampata su un foglio separato dall'atto. Dimentichiamo, quindi, la procura a margine e quella in calce (intesa come redatta di seguito all'atto).
  • Nella procura è buona norma inserire gli elementi identificativi della lite (anche se non necessario ai fini processuali). Una procura "in bianco", infatti, se da un lato può essere utilizzata per più controversie (si pensi ai c.d. contenziosi seriali), dall'altro può offrire una valida difesa al cliente, convenuto per il pagamento dei compensi professionali, che può disconoscere il conferimento di uno o più incarichi.
  • I software per la creazione della "busta telematica" e le norme tecniche classificano la procura alle liti fra gli "allegati" da inserire nel fascicolo telematico.

Digitalizzazione della procura step by step

Detto ciò possiamo esaminare le modalità di digitalizzazione del mandato ad litem:
  • Redigere la procura con un comune editor di testo (Word, OpenOffice, LibreOffice, ecc.) e stamparla (per un modello fac simile vedi in calce al post).
  • Far sottoscrivere la procura alla parte.
  • Sottoscrivere l'autentica
  • Attraverso uno scanner convertire in formato digitale il documento cartaceo.
A questo punto abbiamo due possibilità: 1) aprire il nostro software di firma digitale (Dike, File Protector, ecc.), selezionare il file appena creato ed apporre la firma digitale; 2) rimandare l'operazione di firma attendendo che ci venga richiesto dal software utilizzato per la creazione della busta telematica.

Considerazioni sulla conformità della procura digitalizzata e sul formato del file

Prima considerazione. Durante una serie di convegni ci si è interrogati sulla necessità di autenticare la firma del cliente sulla procura cartacea.
Secondo alcuni, infatti, l'apposizione della firma digitale dell'Avvocato assolverebbe alla duplice funzione di autentica della firma e di attestazione di conformità della copia informatica all'originale analogico.
Personalmente ritengo che questa soluzione non sia corretta: l'originale è (e sarà sempre) il documento cartaceo.
A mio parere, quindi, quando la norma parla di «copia informatica autenticata con firma digitale» intende riferirsi all'asseverazione di conformità della copia all'originale.

Seconda considerazione. Rientrando questa ipotesi nella c.d. «copia per immagine su supporto informatico di documento analogico» ci si chiede se sia comunque applicabile l'art. 22, comma 2, D.Lgs. 82/2005 in base al quale le copie informatiche hanno la stessa efficacia probatoria degli originali «se la loro conformità è attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, con dichiarazione allegata al documento informatico e asseverata secondo le regole tecniche».
In pratica si tratta di capire se è sufficiente apporre la firma digitale al file contenente la procura oppure è necessario "allegare" una "dichiarazione" al documento informatico.
Il tenore dell'art. 83 c.p.c. pare non richiedere l'asseverazione di conformità anche se l'art. 3 bis della legge 53/1994, che disciplina la notifica telematica eseguita dagli Avvocati, prescrive, nel caso di trasmissione di copia informatica di atti redatti in origine su supporto cartaceo, l'inserimento dell'attestazione di conformità nella relazione di notificazione.
A mio avviso, in questo momento di grande confusione tecnico giuridica, un buon compromesso è rappresentato dall'inserimento dell'attestazione di conformità in calce alla procura rilasciata per la procedura monitoria.

Terza considerazione. Non è detto (anche se è preferibile) che il file contenente la procura debba essere convertito in PDF. Nell'ambito del processo civile telematico, infatti, la procura alle liti viene classificata tra gli "allegati" per i quali le specifiche tecniche prescrivono anche l'utilizzo del formato JPG, GIF e TIFF.

Come cambiano i nostri atti: modelli, esempi e fac simili

Vediamo ora un esempio di procura alle liti rilasciata per il deposito telematico di un ricorso per decreto ingiuntivo.

PROCURA AD LITEM
Io sottoscritto ..., titolare di codice fiscale ..., nella mia qualità di legale rappresentante pro tempore della società ..., titolare di partita IVA ..., delego l'Avv. ... del foro di ..., a rappresentare e difendere la suddetta società in ogni fase e grado della controversia insorta nei confronti di ... avente ad oggetto ...
A tal effetto conferisco al nominato Procuratore ogni più ampio potere di legge, nessuno escluso.
Luogo e data
Parte
(firma autografa della parte da apporre sul documento stampato)

È autentica
Avvocato
(firma autografa dell'Avvocato da apporre sul documento stampato)


ATTESTAZIONE DI CONFORMITA'
Mediante apposizione della firma digitale l'Avv. ... dichiara che la presente copia per immagine su supporto informatico è conforme all'originale formato in origine su supporto analogico.

Nel corpo del ricorso per decreto ingiuntivo, invece, anche se sarebbe sufficiente utilizzare la formula di stile «in calce al presente atto» appare più corretto usare la seguente:

..., rappresentata e difesa dall'Avv. ..., titolare di codice fiscale ..., in virtù di procura in calce rilasciata su foglio separato dal quale è stata estratta copia informatica per immagine inserita nella busta telematica contenente il presente ricorso, ...

1 commento:

  1. Ottime considerazioni: io però ritengo (e pratico) che anche la normale procura a margine, se scannerizzata sul foglio previa stampa della prima pagina del ricorso (in cui ovviamente ci sono tutti gli estremi specifici della instauranda controversia, e che ovviamente NON sostituisce il ricorso, che in originale deve essere puro documento informatico) sia idonea, avendo la necessaria specificità. Ciò perché spesso non c'è tempo di redigere procura ad hoc, ed il cliente non vede di buon occhio attendere che sia pronta o tornare volta successiva a firmare. Comunque la formula suggerita è senz'altro ineccepibile e preferibile. Buon lavoro!
    Francesco Tregnaghi - Verona

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